Itinerario WK.11

WK.11 Corio - Case Dottora - Borgata Cudine - Case Plà - Corio

Corio (620 m) - Case Dottora (830 m) - Borgata Cudine (790 m) - Case Plà (540 m) - Corio (620 m)

+350 / -350

Dislivello [m]

3:30

Tempo [h:mm]

12500

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Un'escursione ad anello che porta a visitare le borgate a ovest di Corio e a esplorare la valle del torrente Fandaglia.

Carta schematica - Itinerario WK.11

Mappa su base Fraternali editore

[itinerario 26 sulla carta ASAVM]
Da Corio si prende l'asfaltata per Piano Audi e dopo circa 300 m, a metà di una curva a dx, si prende a sx per tratturo che sale fino alle Case Bellom.
Qui si risale l'asfalto per 50 m e al bivio per Ritornato o Cudine si attraversa e si sale a dx su prato a fianco del rio, risalendo sulla sx, sul bordo della scarpata, fino all'ultima casa.
Si entra poi nel bosco su antica mulattiera che, attraversata l'asfaltata, giunge alle Case Moia (fontana).
Superate a monte le case, si prosegue in salita sino all'asfaltata, che si attraversa salendo fino alle Case Dottora.

[itinerario 21 sulla carta ASAVM]
A Case Dottora si prende a sx il sentiero 414 verso Cudine.
Si segue il tratturo fino a raggiungere l'asfalto a Case Bertino, si segue la strada in salita fino al primo tornante e qui si riprende tratturo, che poi diventa sentiero e per boschi di castagni passa sopra le Case Cota e da qui (poco dopo un tavolo da pic-nic a dx su radura) scende alle Case Gallo che aggira a monte.
Appena toccato l'asfalto si volta a sx su sentiero in discesa che porta alla borgata Cudine superiore (m 790 - P - fontana - negozio e risporante - Museo etnografico della valle del Malone - Vivaio di piante alpine VivAlpi).
Qui dalla balconata della strada si ha un panorama inusuale sulla vecchia cava amiantifera, sormontata dall'antica chiesetta di San Vittore. 1

[itinerario 27 sulla carta ASAVM]
Davanti all'Osteria di Campagna si attraversa e si va a dx fino alla chiesetta, dove inizia il sentiero in discesa per la borgata Cudine inferiore.
Arrivati alle case si svolta a sx per la sterrata e la si segue per circa m 300 fino a prendere un bivio a sx.
La sterrata diventa sentiero che scende attraverso un bosco, e porta alle Case Vergon (fontana), uscendo di fronte alla cappella di San Pancùr.
Dalla cappella si scende sull'asfaltata, si prende a sx e dopo 150 metri si piega a dx nel bosco. Poco dopo il sentiero va a sx e si guada un rio, arrivando poi in pochi minuti alle case di Colle Secchie.
Si attraversano le case e ci si immette sulla asfaltata in discesa per Case Poeta. Prima di queste si prende a sx per tratturo in discesa, fino alla passerella ripristinata dall'ASAVM, con cui si attraversa il torrente Fandaglia.
Si piega quindi subito a sx e si segue il sentiero che, costeggiando il torrente (tavolo pic-nic), porta a un bivio; qui si prende il tratturo di sx, che porta alla passerella di Case Plà.

A monte della borgata di Case Vergon si trova la chiesetta da tutti conosciuta come «San Pancùr».
Racconta la tradizione orale che questo nome deriva da un curioso caso di errata interpretazione del dialetto coriese.
Durante la costruzione della chiesetta, verso la fine dell'Ottocento, giunse a Case Vergon Monsignor Debernardi, vescovo di Prato e Pistoia. Il Debernardi era natio di Case Vergon ma, dopo anni di lontananza, non aveva più dimestichezza con dialetto locale.
Passando accanto al cantiere della chiesa in costruzione si fermò a chiacchierare con gli operai e chiese loro a quale santo sarebbe stata dedicata tale chiesa.
Un capomastro, che era uso parlare solo il dialetto, gli rispose: «San pà 'ncur» (che in vernacolo significa: «Non sappiamo ancora») e da allora, tra il serio e il faceto, la chiesetta è chiamata così...
Particolare curioso è che a far costruire l'opera erano stati proprio i genitori del vescovo che, volendogli fare una sorpresa, lo tennero all'oscuro del progetto... L'avrebbero avvisato a chiesa ultimata, dedicandola a San Giuseppe, il santo di cui il figlio portava il nome.
Fino agli anni '70 il 19 marzo si celebrava la Santa Messa e molta gente affluiva dalle zone limitrofe per assistere alla funzione. Ancora negli anni '50, dopo la Messa, nei prati sottostanti all'ombra dei castagni si usava ballare al suono di fisarmoniche e clarini, e la festa continuava per tutto il giorno.
Attualmente la chiesetta viene aperta per la celebrazione della Messa un solo giorno del mese di agosto.
All'inizio del nuovo millennio la cappella è stata restaurata dagli abitanti della frazione, con il contributo di offerte raccolte in tutta la zona. Ancora oggi sono gli abitanti della borgata che si curano del decoro e della pulizia della loro bella chiesetta.

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[itinerario 28 sulla carta ASAVM]
Oltre la passerella, restaurata nel 2019 a cura dell'ASAVM, si sale alle Case Plà e le si attraversa fino all'asfaltata Ciriè-Corio.
Si scende per 50 m lungo l'asfalto e poi si attraversa e si svolta a sx in un grande prato, seguendo poi il tratturo che sale nel bosco fino alle Case Canale.
Si attraversa l'asfaltata per San Pietro e dopo pochi metri in discesa si riprende la carrabile a sx per le Case Novello.
Qui si gira a sx in salita su un sentiero che diventa tratturo e fra due recinzioni sbuca sull'asfaltata Corio-Rocca, poco a valle del semaforo delle Scuole medie di Corio.

Profilo altimetrico - Itinerario wk.11
A Da Corio (620 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Borgata Cudine (790 m) +220 / -50 1:30 5700 E 414
C Corio (620 m) +350 / -350 3:30 12500 E 418V

Accessi

A Corio c'è ampio posteggio nella piazza Martiri per la Libertà in cima al paese.

Note

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Pernottamento

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Cartografia

Per vedere in dettaglio tutto il territorio si può consultare la carta ASAVM dei sentieri (JPEG, 3.5 MB).
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo sopralluogo: Primavera 2020

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QR Code - Itinerario WK.11
1 - Disegno di Gianni Chiostri
1 - Disegno di Gianni Chiostri