Lapide al cimitero di Piano Audi
Località
Al cimitero della frazione Piano Audi
Quota
890 m
Accessi
Nel prato sotto la chiesa della frazione. Itinerario WK.01
Il mattino del 22 gennaio 1945 la pattuglia partigiana appostata sopra la frazione del Mulino dell'Avvocato segnalò l’arrivo di 9 camion carichi di truppe fasciste del reggimento «Folgore» e della divisione «Littorio» provenienti da Cirié.
La 18ª Brigata, già informata dell'imminente attacco, ebbe appena il tempo di rafforzare i posti di guardia e di nascondere ogni traccia della presenza partigiana a Piano Audi, per evitare ritorsioni sulla popolazione.
L’ordine del Comando partigiano fu quello di non farsi coinvolgere nella battaglia ma di salire verso postazioni più alte e di assicurarsi la via di ritirata verso Forno, nonostante la neve fosse abbondante e solo pochi partigiani avessero gli sci.
Ma, mentre l'arrivo a Piano Audi delle prime esigue pattuglie d'avanguardia suggeriva al Comando un attacco,
l'avvistamento di tre colonne nemiche assai numerose in arrivo dalla valle, fece desistere dal proposito e indusse a uno scollinamento notturno verso Forno e Coassolo.
Il 23 gennaio 1945 al mattino rimaneva in zona soltanto una pattuglia di retroguardia, che venne intercettata mentre si ritirava sulle postazioni più alte.
Due partigiani furono fatti prigionieri: Giuseppe Ferrero («Luciano») di 23 anni (San Maurizio 19.10.1921) e
Spirito Piardi («Stalin») di 32 anni (Vallorbe, FR 23.7.1913), mentre un terzo compagno, «Stefano», benchè ferito, riuscì a fuggire.
Il destino dei ribelli era segnato: questa lapide segna il luogo dove vennero fucilati il giorno stesso.
Pare che «Luciano», insignito poi di medaglia d’argento al valor militare, abbia lanciato un funesto presagio ai repubblichini che lo stavano fucilando: «Mi dispiace morire soltanto perché so che fra un mese sarà finita; sappiate però che voi tutti farete la mia stessa fine».
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