Lapide al Cimitero di Corio
Località
Cimitero, via Malone, Corio
Quota
620 m
Accessi
Dal centro del paese lungo via Malone, oltrepassata la caserma dei Carabinieri.
Una lapide del 1991 all’esterno del muro di recinzione del cimitero sostituisce la più antica lapide della foto, oggi non più visibile al pubblico perché si trova all’interno dell'area della caserma dei Carabinieri.
Proprio in questo luogo, detto il «prato della fiera», contro il muro di un piccolo ricovero, il 21 aprile 1944 intorno a mezzogiorno vennero fucilati sette giovani partigiani: Pietro Picca Picon (Corio 30.11.1925), Pietro Vianzone (Torino 4.1.1926), Pietro Rolle (Venaria 8.4.1925), Giuseppe Pierotti (Bolsena, VT 24.7.1924), Innocenzo Petriella (Colle Sannita, BN 28.10.1922), Fiore Montesardo (Manduria, TA 16.11.1921) e Martino Barbero (Orbassano 11.11.1919).
Erano stati catturati, a seguito della delazione di una spia, in località Vietti di Coassolo da un drappello di nazifascisti al comando del tenente Aldobrandino Allodi delle SS italiane. Furono poi portati a Corio e torturati sulla Piazza Ettore Molinar (ora Caduti per la Libertà).
Dopo la fucilazione fu dato ordine di seppellirli fuori del cimitero, in una fossa comune, dopo che i corpi erano rimasti esposti per l'intero giorno.
Uno dei fucilati, Martino Barbero, alcuni giorni prima aveva disertato da attendente dello stesso Allodi, che per questo eccidio fu processato nel 1951 dal Tribunale Militare di Torino e condannato all'ergastolo, pena poi ridotta a 19 anni per indulto.
Pare che i prigionieri giunti a Corio non fossero sette ma otto, e che uno sia stato salvato dall’intervento coraggioso di don Allora, il parroco «Barba Giuanin».
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