Lapide in piazza della Chiesa (© Associazione Sentieri Alta Val Malone - ASAVM)

Lapide in piazza della Chiesa

Località

Piazza della Chiesa, Corio

Quota

620 m

Accessi

La piazza della Chiesa è al centro del paese.

Piccolo Davide contro il furore nazifascista

Don Giovanni Battista Allora (Riva di Chieri 10.8.1883 – Corio 1.5.1962), laureato in teologia presso la Facoltà di Torino, fu ordinato sacerdote nel 1909. Fu soldato durante la I Guerra mondiale dal 1916 al 1918, infine pievano di Corio dal 25 giugno 1942 fino alla morte all’età di 78 anni.
«Barba Giuanin», come i coriesi lo avrebbero sempre affettuosamente chiamato, in quegli anni si ritrovò a essere l'unico punto di riferimento per i suoi parrocchiani nel paese sconvolto dalla tragedia della guerra civile: un «piccolo Davide» che con sagace umiltà e coraggiosa determinazione, in supplenza dell'autorità civile che si era vigliaccamente eclissata, seppe tenere testa ai nazifascisti scongiurando per almeno tre volte la distruzione del paese.
Don Allora si può ben definire un «prete partigiano», poiché numerose furono le sue azioni di coraggio a difesa della popolazione. Tra le principali:
- il 15 aprile 1944 strappò alla fucilazione tre giovani sospettati da alcuni repubblichini di appartenere a formazioni partigiane;
- il 21 ed il 27 aprile 1944 riuscì a salvare dal plotone d'esecuzione due partigiani catturati;
- il 28 giugno 1944, dopo un drammatico interrogatorio pubblico in piazza durato ore, fu catturato come ostaggio e con altri 24 cittadini venne deportato al Centro fascista di San Carlo, dove tutti furono trattenuti per 11 giorni subendo interrogatori e violenze; ne ritornarono vivi grazie alla sua presenza ferma e determinata;
- il 1° agosto 1944 fu arrestato due volte dai Tedeschi, condotto al Mulino dell'Avvocato dove erano state trovate armi, ne fu ritenuto responsabile come protettore dei partigiani, venne minacciato di fucilazione ed il paese di distruzione; si offeerse allora come vittima, salvando la comunità e il paese.
Tra le sue azioni si ricordano inoltre numerose liberazioni di arrestati, il recupero di deportati alle famiglie, trattative per procrastinare ordini o far cadere minacce sui giovani renitenti, iniziative contro le feroci rappresaglie sulla popolazione e per la restituzione anche di repubblichini, morti o vivi.

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